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Città di Fara in Sabina

Mercoledì, 18 Febbraio 2015 09:16

In biblioteca la storia del confine orientale italiano

«Istria, Fiume e Dalmazia. 2000 anni di cultura italiana». Questo il titolo della mostra allestita a Fara in Sabina fino al 21 febbraio all'interno della Biblioteca comunale «Abate Alano» per celebrare il Giorno del Ricordo. In dodici pannelli si ricostruisce la storia delle terre che si trovano sull'altra sponda del mar Adriatico: dall'architettura romana a quella veneziana, dal dominio dell'impero austro-ungarico agli irredentisti, dalle inquietitudini del '900 fino all'odio etnico e ideologico, per finire con le foibe e l'esodo. In uno spazio appositamente ritagliato, sarà inoltre possibile vedere un filmato sul tema.

«Quella del confine orientale è una pagina della storia d'Italia ancora poco conosciuta dai non addetti ai lavori. Eppure ha significato tanto per il nostro popolo. Questa mostra è dedicata proprio a rivalutare l'identità italiana, che va ben oltre i ventotto anni del formale ricongiungimento delle terre irredente alla Madrepatria all'indomani della prima guerra mondiale (1919-1947). Quella che accadde dopo la firma del trattato di pace a Parigi il 10 febbraio 1947, fu per la nostra nazione una tragedia che ogni italiano ha il dovere di ricordare. Anche la Sabina ospitò, se così si può dire, gli esuli giuliano-dalmati, in quello che fino a pochi anni prima era il campo di concentramento di Farfa e dopo la guerra fu riconvertito a campo profughi. Dobbiamo rispettare ed onorare quelli che furono italiani due volte: per nascita e per scelta». È quanto dichiara Antonino La Torre, assessore comunale alla Cultura, Turismo e Gioventù.